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Analisi
Indagine
La tua decisione
Risultato
RX del Rachide Cervicale
Non Eseguito
RM del Rachide Cervicale
Non Eseguito
Doppler dell'Arteria Succlavia Sx
Non Eseguito
Studi di Conduzione Nervosa
Non Eseguito
Trattamento
La tua decisione
Risultato
Laminoplastica Cervicale
Non Eseguito
Immobilizzazione Cervicale
Non Eseguito
FANS
Non Eseguito
Bifosfonati
Non Eseguito
Diagnosi e Ragionamento
Quest’uomo di mezza età si è presentato con un interessante combinazione di segni e sintomi:

- Segni di coinvolgimento del secondo motoneurone nell’arto superiore sinistro.
- Segni di coinvolgimento del primo motoneurone in entrambi gli arti inferiori.
- Coinvolgimento del sensorio di tutti i dermatomeri nell’arto superiore sinistro e in entrambi gli arti inferiori.

Questa costellazione di segni e sintomi è piuttosto caratteristica; importanti possibilità da tener presenti includono la mielopatia cervicale spondilosica, le lesioni compressive del midollo spinale cervicale (come tumori, ematomi o ascessi epidurali) e la siringomielia.

Va notata però la presenza di una riduzione dei movimenti del collo in tutte le direzioni; questo ritrovamento suggerisce l'ipotesi di una patologia intrinseca del rachide cervicale, rendendo così la mielopatia cervicale spondilosica la causa più probabile.

L'RX del rachide cervicale rappresenta un’utile indagine iniziale; esso mostra lesioni degenerative fortemente suggestive di mielopatia cervicale spondilosica.

Anche l’RM può risultare decisiva; essa infatti riesce a quantificare il grado di compressione midollare ed esclude definitivamente altre patologie del midollo cervicale. Nel nostro paziente, l’RM rivela presenza di stenosi del rachide cervicale a più livelli con compressione midollare, confermando la diagnosi.

Si noti che gli studi di conduzione nervosa sono utilizzati per valutare le lesioni nervose periferiche e risultano di scarsa utilità in questo caso; l’ecocolordoppler dell’arteria succlavia sarebbe stato indicato nel caso di sospetto di sindrome dello stretto toracico superiore.

Dal momento che questo paziente ha malattia sintomatica, l’intervento neurochirurgico è indispensabile; è necessario programmare una laminoplastica cervicale quanto prima. Fino all'esecuzione dell'intervento si dovrebbe tenere immobilizzato il collo.

Sebbene alcuni pazienti con mielopatia spondilosica cervicale possano accusare dolore e quindi beneficiare dell’uso di analgesici, i FANS non sono probabilmente indicati in questo paziente, data l’assenza di dolore.

I Bifosfonati sono adoperati nella gestione dell’osteoporosi; essi non hanno dimostrato effetti significativi nella spondilosi cervicale.


Discussione
La spondilosi cervicale è la causa più frequente di mielopatia nell’adulto di età maggiore a 55 anni.

La malattia determina un processo degenerativo progressivo a carico dei corpi vertebrali cervicali e dei dischi intervertebrali, provocando stenosi del canale midollare e compressione del midollo spinale cervicale.

L’insorgenza della mielopatica cervicale spondilosica è solitamente insidiosa, con lunghi periodi di disabilità stabile ed episodi di peggioramento.

Solitamente il primo segno è costituito dall’insorgenza di un’andatura spastica, seguita da intorpidimento delle estremità superiori e perdita del fine controllo motorio delle mani.

Non c’è un ben definito schema di insorgenza dei deficit neurologici nella mielopatia cervicale spondilosica; i pazienti possono presentarsi con una varietà di segni e sintomi che includono dolore al collo, intorpidimento o parestesia delle braccia, disturbi dell’andatura, debolezza del primo motoneurone nelle estremità inferiori, del secondo motoneurone nelle estremità superiori e disfunzioni urinarie e intestinali.

L’RX del rachide cervicale laterale è una metodica economica e diffusa, e quindi viene spesso utilizzata come prima indagine. Segni suggestivi della patologia includono restringimento dello spazio discale, artrosi delle faccette articolari, formazione di osteofiti, ossificazione del legamento longitudinale posteriore e allineamento cifotico delle vertebre.

Tuttavia, va ricordato che l’MRI è la metodica d’imaging di scelta; essa può quantificare il grado di stenosi del canale midollare ed escludere altre potenziali cause di mielopatia cervicale.

I potenziali evocati somatosensoriali e i potenziali evocati motori corticali possono essere utili nel valutare la disfunzione midollare in pazienti con mielopatia cervicale spondilosica in fase iniziale.

Questi pazienti possono essere trattati conservativamente o con terapia chirurgica. Si noti che la chirurgia è ritenuta superiore alle misure conservative nei pazienti sintomatici.

La chirurgia precoce è raccomandata, dato che gli studi suggeriscono che l’effettuazione di questa entro 1 anno dall’insorgenza dei sintomi si associa con un miglioramento della prognosi neurologica.

Le tecniche conservative includono immobilizzazione del collo attraverso collare morbido o tutore; evitamento di attività rischiose come movimenti vigorosi del collo, sport d’azione e sollevamento pesi; e terapia del dolore quando esso è presente.

La storia naturale della mielopatia cervicale spondilosica è variabile. Alcuni pazienti vanno incontro a lento e graduale peggioramento con andatura sempre più compromessa, debolezza degli arti, cambiamenti del sensorio e dolore, mentre altri pazienti sperimentano prolungati periodi di stabilità.


Punti chiave
1. La spondilosi cervicale è la causa più comune di mielopatia negli adulti di età maggiore a 55 anni.
2. La malattia può presentarsi con una miriade di sintomi sensitivi e motori, che nella maggior parte dei casi coinvolgono gli arti superiori e inferiori.
3. Sebbene l'RX del rachide cervicale sia una valida indagine iniziale, l'RM rimane l'indagine di scelta.
4. La chirurgia è considerata superiore al trattamento conservativo nei pazienti sintomatici; se effettuata precocemente permette un risultato finale migliore.

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